Omaggio ai teppisti. [E teppisti è affettuoso].

Wired scrive che Google ha raccolto più di 10.000 immagini di Street Art ad altissima risoluzione arricchendo così il suo Google Art Project.
Immagini che rappresentano le più belle opere sparpagliate in giro per il pianeta. Opere che rischiano da un momento all’altro non esserci più dal momento che un qualunque solerte amministratore della cosa pubblica potrebbe decidere di coprirle, eliminarle, cancellarle e non è detto che non stia già succedendo mentre scrivo.
E allora celebriamole queste strepitose manifestazioni di genio, creatività e, a volte, libertà.

L’amico Wikipedia  dice che “Arte di strada o arte urbana (in inglese “street art”) è il nome dato dai mezzi di comunicazione di massa a quelle forme di arte che si manifestino in luoghi pubblici, spesso illegalmente, nelle tecniche più disparate: bombolette spray, adesivi artistici, arte normografica, proiezioni video, sculture”.

In origine fu la carpa.
L’unica cosa che sapevo su arte di strada e teppisti era che c’era un tale, Banksy, probabilmente inglese, probabilmente di Bristol, che si divertiva a imbrattare muri e faceva incursioni nei musei dove  appendeva sue opere in stile settecentesco “contaminate” con elementi inverosimili per l’epoca a cui sarebbero dovuti risalire i quadri.

Banksy
Banksy

Pare potessero passare giorni e giorni prima che qualcuno si accorgesse che la dama di corte nel dipinto indossasse una maschera antigas. Nessuna neutralità nella comunicazione, Banksy denuncia ogni volta che decide di fare qualcosa. [Ah, per informazione, una sua opera rimossa dal solerte amministratore della cosa pubblica di cui sopra, è stata stimata intorno ai 400.000€]

Mentre io mi limitavo a conoscere la punta dell’iceberg, quella che brilla, appariscente, accanto a me un piccolo teppista cresceva e disegnava e faceva sticker e stencil e iniziava ad avere contatti con quello che è un movimento enorme, diversificato, complesso.

“Stefa mi dici cosa ne pensi? ” e io mi sono girata e ho guardato decine di disegni di carpe, bellissime, buffe, luminose.

ToyKoy
Le carpe di Orticanoodles

Così è iniziata l’avventura di Orticanoodles
Io ho avuto un adesivo di una delle sue carpe che nonostante sia ormai malconcio e senza coda nessuno mi convincerà mai a togliere dalla valigia su cui l’ho “appiccicato” milioni di anni fa, e lui è partito per la sua strada continuando a disegnare, coprendo muri milanesi con i suoi stencil, mollando il lavoro di “slave at (Nome Agenzia di Pubblicità a scelta)” e viaggiando a conoscere i suoi amici teppisti per lavorare insieme a loro nei raduni e volando di qua e di la nel mondo, curando esposizioni dei suoi lavori o collettive e ricevendo commesse importanti.
E sì, perché nonostante il famigerato e solerte amministratore della cosa pubblica, talvolta ti può pure capitare di trovarne di intelligenti, sensibili e lungimiranti.
Orticanoodles è cresciuto, e il suo lavoro è maturato. Ha preso una strada precisa e la percorre con coerenza e passione e, tra le immagini che Google ha deciso di inserire tra le 10.000, c’è anche un suo lavoro realizzato per le opere murali del Festival Internazionale di Street Art a Giardini Naxos
Se a me Google m’avesse messo da qualche parte, mi bullerei da morire.
Con tutti.
Eccolo qui, Wally, Orticanoodles, e la sua poetica:

Complimenti amico mio, è stato bellissimo essere con te quando tutto è iniziato :-D
Tra tutte le tue cose meravigliose ho scelto una delle facce più belle al mondo.

Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.
Samuel Beckett

Samuel Beckett by Orticanoodles
Samuel Beckett by Orticanoodles

 

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